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Il Quadrisole, Associazione di promozione sociale, a sostegno della persona e della famiglia

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18/01/2016

Il cyberbullismo





Nell’epoca del telematico, dove il web ha sostituito completamente la realtà e la concretezza delle vite e del quotidiano, siamo ormai spettatori di vissuti che stanno destabilizzando notevolmente l’interazione spontanea dei rapporti umani e la crescita delle nostre nuove generazioni.

Molte famiglie, per motivi di lavoro ed impegni personali, si vedono costrette a lasciare i propri figli a casa in compagnia di amicizie, buone o sbagliate che siano, e soprattutto delle insidie che si nascondono nel web, il rapporto costante con i propri genitori diventa rarefatto.

Accanto al fenomeno del bullismo, ove i ragazzi con violenze e persecuzioni bersagliano e si scagliano contro i più deboli o gli indifesi, tra i quali anche disabili, sempre più dilagante è il fenomeno del cyber bullismo.

Attraverso il web, i social network, le chat assistiamo a pubblicazioni diffamanti e spesso crudeli nei confronti di altri ragazzi/e tali da determinarne anche l’istigazione al suicidio.

Ragazzi deboli, soli, sperduti, angosciati, ma soprattutto ragazzi giovani, colpiti nella pudicizia e nel decoro si lasciano bersagliare sulle chat, sulle bacheche di face book, da accuse e da ingiurie, senza lottare, senza comunicare il loro disagio alle famiglie per la vergogna di doversi giustificare di qualche stupidaggine compiuta e così scelgono di arrendersi e di farla finita, di smettere di lottare, o semplicemente di crescere.

Il cyber-bullsimo sfugge al controllo, non può essere fermato, ma soprattutto non ha prevenzione,poiché il monitoraggio delle famiglie non viene permesso dai nostri stessi figli che blindano le loro vite, soprattutto nel periodo adolescenziale.

I ragazzi hanno perso il senso della realtà e della concretezza, parlano, si scambiano affetti e pensieri con molta più facilità attraverso il filtro di un monitor, di un cellulare, di un tablet, evitando l’imbarazzo di uno sguardo o la vergogna di un coming-out.

E così si trovano a vivere un momento delicato come quello adolescenziale senza veli o meglio senza sicurezze in un contesto che non esiste, che non li preserva ma li proietta direttamente nel sociale, quel pubblico composto da altri ragazzi bravi e meno bravi, buoni e cattivi, slegato completamente dal reale.

Cosa manca a questi adolescenti? Forse la comunicazione dei loro disagi alle famiglie spesso impegnate a risolvere altri problemi con ogni evidenza più gravi come quello di riuscire ad arrivare a fine mese.

Manca la compagnia, mancano i punti di riferimento importanti come poteva essere un nonno o una nonna, presenti costantemente a casa perché in pensione o semplicemente perché casalinga.

Ebbene negli ultimi anni sono proprio queste figure, i nonni, che possono determinare il menage di una famiglia essendo forse gli unici ad avere un’occupazione stabile, che al contrario manca a molti giovani genitori.

La mancanza di queste radici, l’assenza di comunicazione dei propri problemi e la mancanza di qualsiasi controllo progressivamente abbassa le barriere ad un fenomeno allarmante e dilagante quale il cyber-bullismo che colpisce le persone più deboli. Fa breccia in quella parte del tessuto sociale ancora non strutturata nella personalità, indebolita nei rapporti familiari, la quale è ancora alla ricerca della propria individualità.

Il Quadrisole, sensibile a questa nuova e distorsiva realtà si propone di rendersi parte attiva nel sostegno di questa fascia adolescenziale sempre più colpita e comunque in esponenziale aumento, fornendo un supporto psico-terapeutico e legale qualificato e all’avanguardia perché vigile sulle dinamiche patologiche del tessuto sociale.




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